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4 Giugno 2026
La cassazione stabilisce un principio cardine sulle spese per l’assistenza.
L’ordinanza n. 449 del 2025 della Corte di Cassazione prevede l’abbattimento anche del tetto stipendiale a 40000 euro?
L’ordinanza n. 449/2025 della Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante per le famiglie che sostengono spese per l’assistenza di una persona con grave e permanente invalidità.
Secondo la Cassazione, le spese per l’assistenza specifica possono essere dedotte integralmente dal reddito complessivo, ai sensi dell’articolo 10 del TUIR, senza limiti di reddito.
La Corte ha chiarito un principio fondamentale: a contare è il bisogno oggettivo della persona con disabilità, non il titolo di studio o la qualifica sanitaria di chi la assiste.
Anche le somme corrisposte a una badante, a una colf o a un collaboratore domestico possono quindi essere deducibili, purché il lavoro sia effettivamente destinato all’assistenza della persona con disabilità grave.
Restano invece soggetti alle regole ordinarie i contributi previdenziali versati per colf e badanti.
Poiché si tratta di una pronuncia della Cassazione e non di una nuova legge, alcuni CAF o software potrebbero non riconoscere automaticamente la deduzione totale dello stipendio o potrebbero inizialmente respingerla. L’ordinanza riconosce tuttavia il diritto a richiederla, naturalmente in presenza della documentazione che attesti il rapporto di lavoro, i pagamenti effettuati e la destinazione delle spese all’assistenza.
Consulta qui il testo ufficiale dell’ordinanza:
https://handylex.org/wp-content/uploads/2025/02/Cassazione-ordinanza-n.-449-2025.pdf?utm_source=chatgpt.com
La nostra riflessione
Finalmente un’ordinanza della Corte di Cassazione sancisce un diritto che riteniamo sacrosanto: consentire al familiare che assume una persona per assistere, anche solo per alcune ore al giorno, un figlio con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992, di dedurre integralmente le spese sostenute e non soltanto il 19%.
Intendiamo adoperarci per l’abbattimento del limite legato al reddito e quello dei tre anni di età per il Bonus asilo nido, dal momento che per i bambini con disabilità le necessità di assistenza non terminano di certo al compimento dei tre anni.

